Ceramica dolce

Design e artigianato a Montelupo

a cura di Silvana Annicchiarico

collezioni e site specifici di

Mario Trimarchi, Antonio Aricò, Duccio Maria Gambi, Francesco Binfaré, Maurizio Galante e Tal Lacman, Lorenzo Damiani, Valerio Sommella con le botteghe ceramiche Ceramiche Bartoloni, Terrecotte Corradini & Rinaldi, Tuscany Art, Ceramiche d’Arte Dolfi di Ivana Antonini, Sergio Pilastri Ceramica con Vita, Centro Ceramico Sperimentale di Montelupo, Bitossi Ceramiche.

Con la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze:

Rosa Maria Solinas, Vitali Fedotov, Benedetta Chiari, Elisa Pietracito.

Nella storia di Montelupo Fiorentino la ceramica ha svolto un ruolo attivo e identitario: ha inciso sull’economia e sulla qualità indiscussa delle tecniche e dei saperi messi a punto e trasmessi di generazione in generazione all’interno delle botteghe, e ha dato alla città una reputazione legata all’idea di bellezza, al gusto del lavoro ben fatto, alla vocazione per la ricerca e la sperimentazione continue. Dal periodo rinascimentale in cui Montelupo ha di fatto rappresentato “la Fabbrica di Firenze”, alle esperienze manifatturiere del ‘900, questo territorio ha svolto e svolge un ruolo di primo piano nel panorama internazionale. Questo progetto ha voluto riprodurre il concetto di Cantiere Artistico, sperimentato negli anni su questo territorio, affidandone la direzione artistica a Silvana Annicchiarico, e prevedendo il coinvolgimento di artisti e designer di caratura internazionale, che hanno prodotto le opere|collezioni direttamente presso le botteghe e le aziende del territorio, a ricreare un orizzonte di sperimentazione in grado di esplorare il tema del rapporto tra artigianato, arte e design.

Sette collezioni per sette ambienti di mostra, create dagli artisti ospiti e dalle manifatture, con la collaborazione degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti, che hanno svolto il ruolo di assistenti alla produzione sviluppando anche una propria progettualità, e che confluiranno in un allestimento nella sede del Palazzo Podestarile, già sede del Museo della Ceramica e attualmente sede di mostre temporanee, curato da Marco Ulivieri, a ricreare uno spazio caratterizzante dell’intero percorso progettuale, anch’esso documentato un documentario prodotto da IULM e da un catalogo a stampa che saranno presentati in autunno.

Il curatore

Silvana Annicchiarico

Architetto, independent design curator, conferenziere, svolge attività di critica e di ricerca. E’ membro del Comitato tecnico-scientifico per i musei e l’economia della cultura del MiBAC. Docente all’Università Isia, sta curando dei progetti per il rilancio della tradizione artigianale italiana e collabora con La Repubblica e Domus. Dal 1998 è stata Conservatore della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano e dal 2007 al 2018 è stata Direttore del Triennale Design Museum di Milano.

Gli artisti e le collezioni

Antonio Aricò

Antonio Aricò nasce nel 1983 a Reggio Calabria, una città del sud Italia che si affaccia sul Mar Mediterraneo. È al centro di questa straordinaria natura che Aricò è cresciuto, circondato da una famiglia creativa e a contatto costante con il lavoro del nonno falegname, Saverio Zaminga. Dopo gli studi in diversi settori del design tra cui Design della Moda e del Prodotto a Milano, del Gioiello in Scozia, Filosofia del Design in Australia e Arredamento in Andalusia e dopo le esperienze in vari studi di design milanesi, apre il proprio studio nel 2011. La sua prima collezione autoprodotta è “Back Home” per la quale si avvale della collaborazione del nonno Saverio. Presentata nel corso della Milano Design Week del 2012 a Ventura Lambrate, Back Home rappresenta un approccio unico al design del mobile che univa artigianato e autoproduzione con l’industrial design, un concetto all’epoca non ampiamente esplorato. Li Edelkoort che ne racconta la genesi su Trend Tablet e numerose testate nazionali e internazionali interpretano questo lavoro come un ritorno alle origini. L’interesse verso le tecniche produttive artigianali intimamente legate al territorio e l’attenzione per i dettagli e le qualità dei materiali utilizzati, sono diventate nel tempo la sua firma riconoscibile. La predilezione di Aricò per l’arte e le edizioni limitate ha fatto nascere collaborazioni con artigiani italiani per la creazione di oggetti unici. Lo stesso iter creativo, la medesima determinazione e l’entusiasmo presenti nelle sue collezioni personali ispirano l’approccio parallelo di Aricò al mondo del disegno industriale. Nel brand Aricò si incontrano infatti la spontaneità e il tratto del disegno e la semplicità nel gesto e nell’esecuzione del suo lavoro personale. Collabora con grandi marchi italiani come Barilla, Seletti, Alessi, Bitossi, Editamateria, Altreforme, Noberasco, Texturae, nonché Bialetti per cui ha anche seguito la direzione artistica nel 2017. Non mancano inoltre le collaborazioni internazionali, tra le quali quella con l’università RMIT di Melbourne e Designboom. Tra gli oggetti e le collezioni più iconiche a sua firma figurano: l’innaffiatoio/teiera Swan disegnato per Seletti nel 2011, la Calabrisella Alessi per EXPO di Milano del 2015, il set da scrivania Still Alive disegnato per Seletti nel 2015, e l’ultima collezione realizzata in collaborazione con Editamateria e presentata nei tunnel di Stazione Centrale: una stanza. Aricò disegna e fa produrre i prestigiosi premi del Barilla World Pasta Championship rieditato in una versione speciale per il Bocuse d’Or, il Premio Piazza Mercanti, e The Design Prize, ovvero il premio per gli oscar internazionali del design. I rapporti frequenti con il mondo dell’artigianato locale e le grandi aziende favoriscono una contaminazione di stile e temi da cui scaturisce il suo tocco inconfondibile che unito alla sua competenza dà vita a collezioni singolari e dal carattere deciso, sia che si tratti di oggetti in edizione limitata che di produzioni in serie. La produzione è quindi il risultato di incontri, memorie e ricerca, un’esperienza personale racchiusa in artefatti unici che guidano l’utente nel mondo emozionale di Aricò. La sua storia e i suoi lavori sono stati presentati alla Triennale di Milano, al Museo di Holon di Tel Aviv, all’NGV di Melbourne, nella sede dell’Ambasciatore Italiano a Copenaghen e presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.

– GLI OBELISCHI DI MONTELUPO (Antonio Aricò)

Collezione prodotta con Terrecotte Tuscany Art

A Montelupo Aricò ha lavorato su grandi opere, anche site specific, utilizzando la terracotta, materiale per l’arredo urbano e in grado di integrarsi in modo organico con il paesaggio e con il territorio, ma al contempo come materiale per nuovi decori e nuovi usi. Si è confrontato con il tema del totem in terracotta andando a pescare figure, forme, volti, animali tipici della tradizione di Montelupo, con un carattere fortemente figurativo e giocando sui contrasti materici.

Francesco Binfarè

Artista e Designer Direzione del Centro Cesare Cassina dal 1969 al 1975 Art Director di Cassina dal 1973 al 1988 Progetta per Edra dal 1992 e per Magis dal 2004 Dal 1967 al 1980 realizza un ciclo di disegni che costituisce la fonte analogica più importante della sua ricerca. Al Centro Cassina trasferisce nella ricerca del Design i processi della pratica artistica e coinvolge architetti nella creazione di prodotti miti del Design italiano. Coordina la realizzazione di progetti per la mostra New Domestic Landscape al Moma di New York (1972). Realizza viaggi di Ricerca in India, Stati Uniti, Giappone (1970-1973). Promuove iniziative sperimentali come Braccio di ferro per l’edizione di modelli d’avanguardia, come Environmedia per l’impiego di media interattivi nella prassi del progetto (1973). Nel 1980 costituisce il Centro Design e Comunicazione che lavora per Cassina, Marcatrè, De Padova, Venini(1980-1992). Nell’ambito dell’art direction inventa il concept dell’evento, dando allo spazio creato un tema e un titolo autonomi dalla funzione commerciale: le installazioni Il Ponte 1977, Le Corbusier, I fiori crescono sulle rovine 1978, Il tempo dell’acqua o dei bagnanti dopo Marx 1982, per Cassina, Design, autoritratto con padre e architetture 1979 per Triennale di Milano, New Adam and Eve 1985 per Venini, La mia mano destra 1996 alla Galleria Milano. Ha insegnato alla Domus Academy di Milano, al Royal College of Art di Londra, all’Istituto Europeo di Design di Milano e ha tenuto workshop e conferenze in molte città del mondo. Nel 1992, in un momento di intenso dialogo con Pierre Restany, mentre sta terminando i grandi dipinti delle Tracce emozionali domestiche viene chiamato da Massimo Morozzi a progettare per Edra. Il divano L’homme et la femme, alla Galleria Kastern Greve, durante la Koln Messe del 1993 inaugura l’inizio con Edra di una collaborazione fortunata, di una stagione singolare e affascinante ricca di stimoli e di successo con l’invenzione e il disegno di modelli come Flap (2000), On the rocks (2004), Corbeille, (2006), Sherazade, Sofà (2008). che riescono a coniugare la forza innovativa e il successo commerciale. Durante la XXI edizione della Triennale di Milano è stato assegnato a Pack, il divano Edra progettato da Francesco Binfaré, il premio per Migliore Prodotto dell’anno dal Salone del Mobile Milano Award.

 

– ANGELI OGGI (Francesco Binfarè)

Collezione prodotta Ceramiche d’Arte Dolfi di Ivana Antonini

Binfarè ha sperimentato la materia per sondarne l’utilizzabilità e la performatività. L’idea ruota intorno a figure archetipiche e sacre come gli angeli e le Madonne di Della Robbia per rivisitarli secondo la sua poetica e trasformarli in oggetti d’uso ma anche in oggetti urbani, lavorando su salti di scala.

Lorenzo Damiani

Lorenzo Damiani è nato nel 1972. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, successivamente ha conseguito un master in disegno industriale presso la Scuola Politecnica di Design. Si occupa di furniture e product design e ha collaborato con diverse aziende tra cui Campeggi, Cappellini, Montina, Skitsch, Abet Laminati, Erreti, Omnidecor, Coop, Illy Caffè, IB Rubinetterie, BBB EmmeBonacina.

Nel 1998 ha ottenuto il premio Progetto Giovane-Compasso d’Oro, nel 2001 e nel 2008 la Segnalazione d’Onore sempre al Compasso d’Oro. Nel 2001 e nel 2007 un Good Design Award del Chicago Athenaeum a Chicago, nel 2001 e nel 2004 il Primo Premio al concorso Young&Design bandito da Rima Editrice. Tre le mostre personali: “Il Doppio Senso delle Cose”, curata da Cristina Morozzi, alla Fiera di Milano nel 2003; “In-Coerenza”, presso la Otto Gallery di Bologna, nel 2004 e “Ma Dove Sono Finiti gli Inventori? Lorenzo Damiani”, curata da Marco Romanelli presso il Triennale Design Museum, nel 2009. Ha partecipato a varie edizioni del Salone Satellite e costantemente a Opos. I progetti “Flex” e “Onlyone” appatengono alla collezione permanente del Museum of Architecture and Design di Chicago.

– COLLEZIONE 1973 (Lorenzo Damiani)

– STORIE (Lorenzo Damiani)

Collezione prodotta con Ceramiche Fratelli Bartoloni

Damiani ha lavorato sul riutilizzo di oggetti della tradizione popolare per innestarli in modo inaspettato su nuove forme, utilizzandoli come materia per la composizione di opere e come progetto per riqualificare la ceramica, adottarla per un nuovo uso quotidiano, anche nella grande comunità.

Maurizio Galante e Tal Lancman

Maurizio Galante ha ricevuto a Parigi, dalle mani del ministro della Cultura francese, Aurelie Filippetti, il prestigioso titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Maurizio Galante, stilista di Latina, dei quali gli ultimi 18 trascorsi a Parigi, dove ha un avviato atelier di alta moda, molto apprezzata dai francesi, tanto da essere diventato membro permanente della Chambre Syndicale de la Haute Couture (l’equivalente della nostra Camera Nazionale della Moda Italiana), e dove oggi riceve il titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere. L’eclettico couturier che da sempre ama spaziare anche in campi diversi dall’ alta moda fino al design e all’arte ha realizzato i costumi ispirati ai primi del ‘900 dello spettacolo teatrale del regista Luca Ronconi. S’intitola “Danza di morte” e ha nel cast Adriana Asti e Giorgio Ferrara. Ha disegnato anche gli abiti del concerto del soprano statunitense June Anderson. Nel 2003 ha fondato con il designer Tal Lancman lo studio Interware. La loro filosofia crossover attraversa diverse discipline del design, dalla moda, all’arredamento, alle luci, al food, all’architettura fino all’outdoor.

– KAIJU MONSTERS VISIT MONTELUPO (Maurizio Galante e Tal Lancman)

Collezione prodotta con Sergio Pilastri Ceramica con Vita

Galante e Lacman hanno realizzato una collezione di vasi che sperimentano sia nuovi decori (riprendendo i motivi floreali cinquecenteschi e contaminandoli con nuove figure di mostri contemporanei) che nuove tecniche (i modelli di partenze sono i vasi da farmacia, i vasi etruschi, per poi romperli e lavorare sulle suture, sui frammenti).

Duccio Maria Gambi

Il suo lavoro è eterogeneo come eterogeneo è l’ampio percorso che ha esplorato prima di aprire il suo studio e laboratorio a Parigi nel 2012. Ha un forte background teorico costruito durante i suoi studi nell’ambiente del Movimento Radicale di Firenze e durante i suoi anni di studi di interior design a Milano. È consapevole dei vincoli e delle potenzialità industriali e artigianali grazie alle sue esperienze lavorative negli studi di design e nei laboratori artigianali. In particolare, ha imparato una varietà di processi di produzione creativa, in una vasta gamma di scale, durante un’esperienza fondamentale di un anno lavorando presso Atelier Van Lieshout a Rotterdam. L’interesse permanente per i materiali scartati e i contatti con gli architetti francesi attivi nell’installazione pubblica, lo ha portato a cofondare “Chapitre 0”, una guerriglia notturna laboratorio e laboratorio di mobili per spazi pubblici. Il suo lavoro, spesso focalizzato sulla colata e la sperimentazione del calcestruzzo, passa da mobili su misura per clienti privati alla ricerca realizzando progetti unici per gallerie di design e interventi site specific. Il suo lavoro in laminato di pietra e plastica ha vinto il premio Cedit al Miart 2017 ed è ora parte della collezione permanente del Triennale Design Museum. Ora ha sede nella sua città natale, Firenze.

– ERA (Duccio Maria Gambi)

Collezione prodotta Bitossi Ceramiche

Gambi è partito dal tema degli scarti rinvenuti a Montelupo per dargli una seconda vita, unirli alla terra fresca, alla terra secca, riplasmandoli con nuovi smalti.

Valerio Sommella

Valerio Sommella è un industrial designer nato a Cortona e cresciuto a Milano dove si laurea con lode al Politecnico. Trascorre i primi anni della sua carriera lavorando per importanti studi di design tra Milano ed Amsterdam fino al 2009, anno in cui apre il proprio studio. Collabora con aziende italiane ed internazionali progettando prodotti che spaziano dall’illuminazione all’arredo, dall’elettronica di consumo agli accessori, con una spiccata predilezione per i grandi numeri ma senza disdegnare la piccola serie. Considera ogni progetto come un’opportunità per raccontare la sua idea di design, che indaga il linguaggio degli oggetti attraverso ricerca formale, materica e tecnologica senza mai perdere di vista committenti e pubblico a cui si rivolge. Gli oggetti risultanti non sono quindi capitoli dello stesso libro, ma brevi racconti, di vario genere, ognuno con una propria trama, personaggi e finale ma accomunati dalla stessa scrittura.

Nel corso degli anni ha sviluppato progetti per aziende tra cui Alessi, Alcantara, Apple, Moooi, Kundalini, Calligaris, Honda, Falmec, Konica Minolta, Modo, Panasonic, Penta, Vistosi e molti altri.

 – NARCISO (Valerio Sommella)

Collezione prodotta con Centro Ceramico Sperimentale di Montelupo

Sommella, invece, ha creato una collezione di superfici specchianti, cercando di mettere alla prova un materiale, i suoi modi di lavorazione e di possibilità di finitura. Si tratta di specchi imperfetti che restituiscono un’immagine verosimile del reale, ma leggermente inesatta.

Mario Trimarchi

Mario Trimarchi nasce a Messina. Si laurea in Architettura con Franco Purini, con cui collabora per alcuni progetti in Sicilia. Negli anni Ottanta si trasferisce a Milano, dove vive e lavora. All’inizio degli anni Novanta è direttore del Master in Design alla Domus Academy e in seguito dirige la DDA, joint venture tra Domus Academy e Mitsubishi, alternando lunghi viaggi di lavoro in Giappone a un’attività di conferenze, lezioni e workshop in vari paesi del mondo.
Nel 1999 fonda Fragile, studio di corporate identity, dove, parallelamente ai progetti di posizionamento strategico e di comunicazione per aziende e istituzioni, porta avanti la sua personale ricerca sul design. Ha fatto parte per quasi dieci anni di Olivetti Design Studio, dove progetta con Michele De Lucchi personal computer e cash dispenser. Nello stesso periodo studia come poter dare un volto domestico all’innovazione tecnologica, progettando concept design e prodotti per Philips, Siemens e Matsushita Denku.

Dal 2005 al 2015 insegna Corporate Identity all’Università di Genova e dal 2013 tiene il Corso di Brand Design alla laurea specialistica in Product Design della Naba a Milano.
Dal 2016 ricopre il ruolo di Design Advisor per Korea Craft & Design Foundation.
Dalle sperimentazioni estetiche che contraddistinguono il suo lavoro nascono anche i suoi oggetti, incentrati sul rapporto fra geometrie instabili e scultura e accompagnati quasi sempre da disegni e piccole storie illustrate.

Con una certa continuità progetta per Alessi, creando prodotti inattesi, tra i quali la famiglia di cestini e vassoi La Stanza dello Scirocco (Good Design 2010), la serie di timballi in silicone e di stampi in rame Il Tempo della Festa (Design Plus 2013 e Menzione d’Onore al XXIII Compasso d’Oro ADI). Nel 2014 disegna la caffettiera Ossidiana vincendo il prestigioso XXIV Premio Compasso d’Oro ADI, il Red Dot Award, l’International Design Award Silver e il marchio DfA-Quality Design for All. Tra il 2015 e il 2016 autoproduce le collezioni Oggetti Smarriti e Strawberry Fields Forever, esercizi di confine sul futuro di nuovi oggetti domestici instabili, ma ottimisti. Nel 2017 presenta Swan, un rubinetto scultoreo dalle alte prestazioni tecnologiche, sviluppato per Hansa e Alessi [Good Design 2017]. Lo stesso anno disegna per Salvatore Ferragamo una linea di tessuti stampati per una capsule collection realizzata in Orange Fiber. Nel 2018 per De Castelli realizza Samotracia, una moto in rame che si ossida lentamente e vira in un secolo il suo colore verso il verde, proponendo un’interpretazione dell’estetica del movimento e soprattutto una riflessione sullo scorrere del tempo sulla vita dei nostri oggetti.

A giugno del 2019 ha inaugurato la prima mostra personale all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, dal titolo Mario Trimarchi. Un romantique radical. Réflexions, dessins et objets en équilibre, un racconto poetico tramite ventisei disegni originali, oggetti e prototipi. Nello stesso mese, in occasione della Barcelona Design Week, l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona ha organizzato la mostra dei suoi disegni dal titolo Transizioni – La ricerca della frontiera tra l’utile e l’inutile.

– EQUILIBRIO SPOSTATO (Per il Totem in Città) (Mario Trimarchi)

– PICCOLI MONUMENTI INCERTI (Mario Trimarchi)

Collezione prodotta con Terrecotte Corradini & Rinaldi

Trimarchi, prendendo le mosse della lezione del grande maestro Ettore Sottsass, ha rielaborato nuovi totem rifunzionalizzati per la città di Montelupo, totem parlanti, totem che restituiranno l’anima della materia e del luogo.

Palazzo Podestarile e giardino della Fornace

Via Baccio da Montelupo, 45 – Via Giro delle mura, 88

Preview stampa 24 giugno ore 12,00
Opening 25 giugno ore 19,00

Orari di apertura

Martedì e venerdì: 21.00 – 23.00

Sabato e domenica: 10.00 – 13.00;  17.00 – 19.00;  21.00 – 23.00

Altri giorni su prenotazione


Prenotazione consigliata per opening 25 giugno, sono ammessi partecipanti fino all’esaurimento dei posti a disposizione.

Le visite guidate si svolgeranno a gruppi di 8 persone.

Ingresso gratuito

Info & booking

Museo della Ceramica
info@museomontelupo.it
Ph. 0571 1590300

 

Un progetto di:  Fondazione Museo Montelupo Onlus

In collaborazione con:  Accademia di Belle Arti Firenze, IULM Milano

Allestimenti a cura di:  Mi Chiamo Viscardo

Con il contributo di:  Città Metropolitana di Firenze

Sponsor tecnico : Colorobbia